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lunedì 24 novembre 2025

SALVATORE PAPPALARDO, Diego Guadagnino, "Un professore siciliano a Ginevra"


Salvatore Pappalardo recensisce Diego Guadagnino su TodoModo - Rivista internazionale di studi sciasciani. Anno XV-2025, Tomo I. Leo S. Olscki Editore. 

La Rivista è stata fondata da Francesco Izzo ed è espressione della "Associazione Amici di Leonardo Sciascia", fondata a Milano nel 1993, presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani.

Sito web: www.todomodo.net

giovedì 17 febbraio 2022

DIEGO GUADAGNINO, La breve stagione poetica di Leonardo Sciascia

Sostenere, come fa Leonardo Sciascia, che “mai nessun discorso è possibile, su un artista o uno scrittore siciliano, se non partendo dalla Sicilia” equivale ad affermare che ogni artista, ogni scrittore siciliano nel suo momento creativo è naturalmente, indipendentemente dall’esserne cosciente, messaggero di un sentire e di un pensare che salgono dall’inconscio collettivo siciliano. E quando, sempre Sciascia, enuncia, con affermazione azzardata e problematica, “io non ho inconscio”, in realtà sta anteponendo l’inconscio collettivo a quello individuale, o, tanto per tralasciare la classificazione junghiana, per lui, in Sicilia, la distinzione tra i due inconsci nella realtà oggettiva non è poi così netta e definita come si pensa.

venerdì 11 settembre 2020

DIEGO GUADAGNINO, Leonardo Sciascia e l’amico che si spretò per amore. La pluriennale amicizia che legò lo scrittore racalmutese al poeta spagnolo Gonzalo Alvarez Garcìa

Nel passare dal “contraddisse” al “si contraddisse” (ammesso che una linea di demarcazione netta tra la forma attiva e la riflessiva del verbo nella fattispecie possa sussistere), nel lasciare l’oggettivo per il soggettivo, si esce dalla critica letteraria per entrare nell’aneddoto biografico. Una vicenda che sembra svolgere il tema della contraddizione in maniera esemplare, e diremmo quasi romanzesca, è quella della pluriennale amicizia che legò lo scrittore racalmutese al poeta spagnolo, e allora prete, Gonzalo Alvarez Garcìa, che di Sciascia dipinge un ritratto alquanto inatteso e apparentemente paradossale, sostenendo in proposito: