Sostenere, come fa Leonardo Sciascia, che “mai nessun discorso è possibile, su un artista o uno scrittore siciliano, se non partendo dalla Sicilia” equivale ad affermare che ogni artista, ogni scrittore siciliano nel suo momento creativo è naturalmente, indipendentemente dall’esserne cosciente, messaggero di un sentire e di un pensare che salgono dall’inconscio collettivo siciliano. E quando, sempre Sciascia, enuncia, con affermazione azzardata e problematica, “io non ho inconscio”, in realtà sta anteponendo l’inconscio collettivo a quello individuale, o, tanto per tralasciare la classificazione junghiana, per lui, in Sicilia, la distinzione tra i due inconsci nella realtà oggettiva non è poi così netta e definita come si pensa.